Grafica d’Arte

Grafica d’Arte

Significato / sviluppi / prospettive di ricerca

L’aggettivo grafico fa parte del nostro quotidiano.
Ma cosa si intende con grafica d’arte?

Il felice incontro con la grafica d’arte risale al 1996, nei laboratori del Prof. Vittorino Bertazzo al liceo artistico Michele Fanoli di Cittadella. Tra i primi progetti ci fu affidato il compito di studiare la struttura geometrica di una lettera, nel mio caso una Q gotica, e di personalizzarne la superficie con una texture che sarebbe poi stata incisa e stampata. Un’autentica folgorazione, dal momento che, a distanza di 15 anni, il segno e le tecniche grafiche sarebbero diventate il mio mondo.

Per grafica d’arte si intende una produzione artistica a mezzo di stampa – xilografica, calcografica, litografica e serigrafica – riprodotta in più copie firmate e numerate dall’autore che ne ha ideato il soggetto ed elaborato la matrice.

Anche l’inchiostrazione della matrice è manuale, perciò la stampa che ne deriva prevede delle piccole diversità, non visibili a occhio nudo, tra le copie che costituiscono la tiratura.

Con l’avvento e l’adozione diffusa dei mezzi meccanici di stampa, caduta la convenienza della sua utilizzazione come tecnica riproduttiva, la grafica d’arte tradizionale con matrici incise e stampate a mano divenne un filone indipendente, oggetto di costante ricerca espressiva.

Dal 1930 con Johnny Friedlander, Henri Goets, Stanley William Hayter, si inaugura una nuova ondata di sperimentalismo, con la libera manipolazione delle metodologie classiche e l’indagine dei nuovi materiali messi a disposizione dalla moderna tecnologia.

A Venezia, il Centro Internazionale di Grafica e, successivamente, l’Atelier Aperto di Nicola Sene, si sono fatti promotori dei metodi e degli insegnamenti dei tre precursori. 
Ed è stato qui che ho rinforzato le basi maturando una visione più ampia, incentrata sul segno, l’indagine delle superfici e delle strutture geometriche.

L’intento di Wundergallery è conciliare la grafica d’arte con la stampa digitale, i valori del fatto a mano con il design, mantenendo intatte le vibranti irregolarità del segno.

Tornare alle origini, appagando la richiesta di una pluralità di consumatori alla ricerca di artigianalità, autenticità, estetica e tradizioni culturali, su prodotti che spaziano dal tessile ai rivestimenti, dalla cartotecnica all’editoria.

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